Pasti estivi.
Journal Entry: Tue Jul 15, 2008, 2:27 AM
- Mood:
Delighted - Listening to: New order - best of
- Reading: La nube purpurea // Shiel
- Drinking: Caffè
Insomma, va detto che io sono una persona che rifiuta per vocazione gli orari pre-impostati, soprattutto quelli legati al cibo ("il pranzo va servito tra mezzogiorno e l'una"). Non ha senso, credo, proprio nessuno. Si mangia quando si ha fame, punto. La doccia ve la fate quando avete bisogno, no? Se arrivasse un coglione che dice "No no la doccia va fatta tra le 7 e le 8 di mattina" penso che sarebbe semplicemente deriso e ignorato, perché la gente continuerebbe a farsi la doccia quando ne ha bisogno. Io credo sia lo stesso per mangiare. Voglio dire: vi è mai capitato di sedervi a pranzo con la vostra bella famigliola e di non avere UN BRICIOLO DI FAME? E SENTIRVI COSTRETTI A MANGIARE PERCHE' TUTTI MANGIANO? Questo è sbagliato. Sbagliatisssssssimo. Per i nervi e lo stomaco, soprattutto. Quelle famiglie agghiaccianti poi che anche se tu dici "Non ho fame" ti rispondono "Vieni qui a farci compagnia allora". MA PERCHE'? Perché l'uomo si è messo in testa l'idea malsana che mangiare è una cosa che va fatta in gruppo A TUTTI I COSTI? Si mangia tutti insieme se tutti si ha fame, altrimenti è una cosa ridicola e poco salutare, oltre che uno spreco immenso di tempo. E' veramente allucinante pensare a come l'uomo sia un essere così limitato da aver bisogno di crearsi degli schemi (per altro senza senso) e seguirli, ma vabbè.
Il punto del discorso è che non avendo io una vera e propria famiglia (ho un padre e una madre, che è diverso dall'avere una famiglia, visto che non vivono insieme e che entrambi hanno una vita che non ha molto a che fare con quella dell'altro) non c'è il concetto idiota del "siamotuttisedutiatavolainsiemechebbbelmomento". I miei non si sentono in dovere di tornare a pranzo a casa E CIO' E' MERAVIGLIOSO. Posso mangiare quando, cosa e come mi va. Senza orari cretini e tutta quella roba lì.
Per esempio: ieri ero a casa di mio padre, che è un po' su in collina e dunque non ci sono negozi che vendono cibo nell'arco di 5 chilometri (tranne per un ristorante che ha anche una specie di minuscolo alimentari annesso) e il frigo era drammaticamente vuoto.
Bene, ho mangiato crackers con sopra la maionese tutto il giorno. Siccome c'era poca maionese e pochi cracker, me li sono centellinati dalla mattina alle 9 fino alle 7, quando è tornato mio babbo. Costui è arrivato con la spesa, così ho mangiato un cordon bleu e mezza confezione di salame (Niente commenti sulla mia alimentazione, per favore XD), ed ho mangiato sdraiata sul letto mentre leggevo. Mio padre non aveva fame ed aveva altro da fare, e nessuno si è sentito obbligato a sedersi a tavola a fare la recita della famiglia riunita per il sacro momento del cibo.
Io poi sono uscita e sono tornata alle una. Avevo fame, così ho mangiato un altro cordon bleu e un milione di formaggini (sì, mangio i formaggini) con una bottiglia di birra sgassata. Mio padre non si è affatto stupito e ha continuato a fare i suoi disegnini. Mangiare nell'anarchia è bellissimo e fa benissimo allo spirito. D'estate si può fare di più, perciò approfittatene. E sopratutto MANGIATE QUANDO AVETE FAME.
Chiudo le comunicazioni, e che i cetriolini sottaceto vi proteggano.
Amen.